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Invia i tuoi articoli sul modellismo in scala N inerenti realizzazioni, vendita di oggetti, mostre/fiere ecc. corredati possibilmente di fotografie esplicative all'email tuttoscalan@gmail.com per essere pubblicati nel blog. Chiedete tranquillamente informazioni a riguardo.
Enrico
Post nr. 114
In questo post vi voglio parlare di un ennista molto in gamba che ha deciso di pubblicare in rete i suoi consigli sull’autocostruzione del plastico in scala N. Il suo blog mi è parso subito molto interessante in quanto spiega molto dettagliatamente e molto chiaramente quali sono le tecniche che si utilizzano nel fermodellismo in scala N per la creazione di un plastico anche con la dimostrazione pratica tramite fotografie ben fatte. Noi del blog tuttoscalan lo seguiremo sicuramente per 2 motivi: primo, non si finisce mai di imparare, secondo Michele ci ha promesso che il suo blog sarà sempre in espansione con nuovi articoli e nuove tecniche costruttive.
Gli argomenti trattati fino adesso sono quelli che seguono, molto utili da applicare per chi vuole costruire un ottimo plastico:
- Polveri colorate ed erba;
- Posa dei binari e massicciata;
- Il colore delle montagne e l’ effetto roccia;
- Modellamento e rivestimento dei rilievi;
- Montagne e riempimenti.
Ripeto che questi sono gli argomenti che Michele ha trattato solo fino ad oggi, ma che ne seguiranno molti altri!
Il blog di Michele Cremasco lo potete raggiungere cliccando sul link seguente:
Un grazie sentito a Michele Cremasco da tutti noi di tuttoscalan, con l’invito di continuare così perchè venga sempre più diffusa questa scala, magari con sempre più materiale in stile Italiano.
Al prossimo post.
Enrico.
Post nr. 101
I miei vari plastici che ho costruito (e per adesso purtroppo ancora mai terminati) li ho sempre alimentati con degli alimentatori autocostruiti. Ormai si trovano degli schemi un pò dovunque di come costruire un alimentatore variabile in corrente continua, che vada almeno da 0 a 15V ed abbia minimo 2 A per far andare le nostre locomotive. I miei più semplici hanno una manopola che va da 0 alla tensione desiderata, un diodo led rosso che segnala l’acceso/spento e le 2 boccole (una rossa ed una nera) dove inserire i 2 spinotti che portano tensione ai binari.
Ma… e l’inversione di polarità?
Ecco il metodo più economico e semplice che esista per cambiare la tensione ed invertire la marcia della nostra locomotiva.
Lo schema è il seguente:
Basta acquistare un doppio deviatore a levetta del costo di pochi spiccioli, rappresentato dentro il riquadro centrale in figura 1, ed il gioco è fatto.
Per chi avesse bisogno di ulteriori chiarimenti scrivete pure a tuttoscalan@gmail.com .
Al prossimo post.
Enrico.
Veduta di insieme del plastico di Falconcrest
Veduta di insieme del plastico di Falconcrest
Il plastico di Falconcrest è veramente un capolavoro di ingegneria per quanto riguarda l’impianto elettrico. D’altronde da quello che abbiamo visto è molto vasto e articolato. La sua bravura è anche nella pulizia e nell’ordine dei vari cablaggi elettrici, cosa spesso erroneamente trascurata da molteplici plasticisti.
Ecco una sommaria descrizione che ci ha inviato l’amico Francesco (falconcrest) per darci un’idea del suo impianto:
Francesco scrive:
Il plastico è alimentato in tutto da 11 trasformatori,9 x la parte + grande e 2 x il deposito vagoni;
Nel deposito vagoni, uno gestisce (un vecchio ma valido Lima) la parte illuminazione, la corrente continua regolabile è allacciata alla rete delle case, cosi regolando il voltaggio, è anche possibile variare l'intensità di luce negli edifici; la restante corrente alternata alimenta i lampioni di illuminazione notturna.
L'altro trasformatore(il piccolo di fleischmann) alimenta ovviamente le locomotive con la 14 volt regolabile in continua e gli scambi elettrici con la 14 volt alternata.
La parte più grande invece, ha 3 trasformatori ( 2 fleischmann di grande potenza solo alternata + un terzo ) che alimentano tutto l'impianto legato all'illuminazione del plastico (case strade ecc. ecc.), più 6 dedicati alle linee cosi suddivisi:
Trasformatore uno (fleischmann grande) CC x linea uno CA x scambi e sganciavagoni ;
Trasformatore due (fleischmann grande) CC x linea due CA x segnali a una o due ali e relative luci ;
Trasformatore tre (fleischmann grande) CC x linea tre CA x segnali luminosi rosso / verde ;
Trasformatore quattro (Rivarossi) CC x linea quattro CA x servizi vari ;
Trasformatore cinque (Rivarossi) CC x linea cinque CA x servizi vari;
Trasformatore sei (Rivarossi) CC x linea sei CA x servizi vari;
Le linee sono cosi suddivise:
linea uno-------anello esterno, più un binario sulla linea di montagna; (2 binari della stazione principale, primo e secondo).
linea due-------anello intermedio (2 binari della stazione principale,terzo e quarto).
linea tre---------anello interno (comprendente altro binario linea di montagna) (un binario stazione principale,quinto).
linea quattro---scalo merci + sesto binario stazione principale + collegamento alla piattaforma girevole .
linea cinque----zona circostante alla piattaforma girevole.
linea sei---------alimentazione delle salite e discese delle linee di montagna(con resistenze x più veloce in salita e meno in discesa) e
alimentazione della piattaforma girevole con resistenza x velocità locomotive e interruttore x inversione marcia.
C’è solo da imparare da falconcrest!
Al prossimo post.
Enrico
Passiamo al quadro comandi del plastico di Giorgio Mascarello.
Nel messaggio che ci ha inviato Giorgio scrive:
Vi invio le foto del quadro comando con i 4 regolatori elettronici di provenienza artigianale costruiti da un amico ingegnere che alimentano le 4 linee :
Veramente interessante. Si vede molto chiaramente la disposizione dei vari trasformatori e componenti del quadro comandi. Tutto raccolto in un unico armadietto. In caso di riparazione si ha tutto facilmente sottomano. Penso che opterò anch’io per un sistema del genere per il plastico che sto realizzando…
Rinnoviamo i nostri ringraziamenti al grande Giorgio!
Al prossimo post.
Enrico
Ci siamo lasciati nello scorso post dove vi avevo accennato che avremmo trattato le foto inviate da falconcrest inerenti i cappelli del suo maestoso plastico. In pratica sono dei grandi coperchi che lui abbassa sul plastico per la sua protezione. Ma la cosa interessante è che sono trasparenti in modo che è possibile ammirare il plastico quando è chiuso. Ma lasciamo spazio alla personale descrizione di Falconcrest:
La foto 39 mostra il plastico a relax con sopra il suo cappello, in fondo è aperto il cappello del deposito vagoni.
La foto 40 mostra (come la foto 39 ma dalla parte opposta).
La foto 41 mostra la differenza tra il cappello chiuso del plastico di base e quello aperto del deposito vagoni.
La foto 42 mostra il cappello aperto del deposito vagoni e il sistema di sollevamento, uguale, ma indipendente per ogni cappello (su e giù manuali).
N.B. : noterete che i cappelli hanno 4 sostegni ognuno, agli angoli,(chiamiamoli puntelli x intenderci), ovviamente è troppo rischioso affidarsi ai tasselli nel muro o ai ganci che frenano i cavi d'acciaio e utilizzare il plastico con i cappelli sospesi, quindi una volta aperti si inseriscono i puntelli che sostengono i cappelli stessi scaricando così il peso sul pavimento e mettendo in relax i cavi che permettono il sollevamento.
C'è da dire che è tassativo x il cappello grande di metri 3 x 2 (discretamente pesante), meno tassativo ma consigliabile x il cappello più piccolo di metri 2 x 1( ovviamente più leggero), certo se si tratta di lasciarlo aperto x poco (il piccolo ovvio, il grande mai) si può fare a meno dei puntelli, ma se deve stare x ore bè è meglio puntellare! C'è da dire poi, che l'installare i 4 puntelli x ogni cappello è cosa cosi rapida che non conviene rischiare ... la vita è una CASSAPANCA di sorprese come dicono i comici di Colorado!
La foto 43 riprende la 42 ma da angolatura diversa.
La foto 44 è similare alla 42 ma senza i puntelli.
La foto 45 tutto chiuso, totale relax.
La foto 46 tutto chiuso.
La foto 47 tutto chiuso altra angolazione.
La foto 48 tutto chiuso, tutti dormono!
La foto 49 mostra il dep. vagoni con cappello chiuso, essendo il tetto fatto di materiale in plastica trasparente ,chiamato KRISTAL , che sembra quasi vetro (poco opaco) , è possibile guardare ugualmente il plastico all'interno, ovvio a treni fermi.
Le foto dalla 50 alla 54 mostrano il plastico chiuso, con i cappelli, ma come vedi avendo usato il kristal, l'interno si vede benissimo, l'ho fatto apposta, dato che quando posso, anche x pochi minuti ,vado a guardarmelo.
Grazie a falconcrest abbiamo avuto un esauriente lezione su come si può realizzare un bel coperchio per il nostro plastico. Veramente ingegnoso! Sia per il sistema di sollevamento che per la trasparenza che permette di vedere l’interno.
10 e lode a falconcrest!
Al prossimo post.
Enrico.